Bullismo e Cyberbullismo: quali responsabilità per la scuola


Bullismo e Cyberbullismo: quali responsabilità per la scuola

a cura dell’Avv. Lorenzo Capaldo

  

Digitando cyberbullismo….

http://www.repubblica.it/argomenti/cyberbullismo

15 MAGGIO 2017

Cyberbullismo, la ministra lancia il manifesto per le scuole: ma le parolacce di Ruffini fanno infuriare i prof

12 APRILE 2017

Trabia, vigilantes anti-bulli davanti alle scuole 

30 MARZO 2017

Cyberbullismo: "La sfida è educare: adulti si assumano le proprie responsabilità”

22 MARZO 2017

Attenti al web, parte da Torino la campagna per un uso civile della rete 

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20 MARZO 2017

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17 MARZO 2017

Privacy e sesso, ecco Rumuki, un'app per proteggersi dal Revenge Porn 

16 MARZO 2017

Cyberbullismo, legge ferma alla Camera: il padre della ragazzina suicida scrive a Boldrini 

16 MARZO 2017

Suicida a 14 anni per cyberbullismo, papà al Parlamento: "Ddl fermo, nemmeno Vigevano basta"

 

Digitando cyberbullismo….

18 FEBBRAIO 2017

Genova, il pc invece del tatami. Ora il cyberbullismo si batte in palestra

06 FEBBRAIO 2017

Internet, adulti e minori inconsapevoli dei rischi

04 GENNAIO 2017

Perugia, bullismo contro coetanei: quindicenne ai domiciliari

03 GENNAIO 2017

Criminalità online: lotta a terrorismo, pedopornografia e bullismo. Crescono gli attacchi informatici

20 DICEMBRE 2016

Bullismo sul web, scuola di autodifesa per 500 ragazzi a Bologna

29 NOVEMBRE 2016

Bari, studenti-sentinelle anti bullismo nella scuola media del quartiere a rischio 

Digitando cyberbullismo….

29 APRILE2016 Selfie con la compagna in crisi epilettica: tre giorni di sospensione nel Torinese

10 APRILE 2016

Novara: compagna suicida a scuola, cyberbulli verso la messa in prova

24 NOVEMBRE 2015 

E' sovrappeso, finisce vittima dei cyberbulli

18 SETTEMBRE 2015

Vercelli, suicida a 26 anni perseguitato dai bulli, la procura apre un fascicolo

15 APRILE 2014

Si toglie la vita dopo gli insulti, lo zio accusa: "Uccisa dai cyberbulli”

…….

Il fenomeno 

Bullismo e cyberbullismo

Inquadramento giuridico del fenomeno

Il Bullismo  non ha (ancora) una definizione giuridica

 

Bullismo e cyberbullismo sono studiati come forme di devianza giovanile (che include ciò che socialmente si intende per criminalità, ma non solo)

Nella molteplicità di manifestazioni fattuali  consistono in prevaricazione dell’uno o degli uni sull’altro

Le caratteristiche delle condotte

In sintesi, i sintomi del bullismo e del cyberbullismo rilevanti anche per il diritto possono essere così riassunti: 

la ripetitività  (si tratta di aggressioni che si ripetono nel corso del tempo); 

la violenza (si tratta di un rapporto di forza tra uno o più alunni nei confronti di una o più vittime); 

lintenzione di nuocere (lo scopo delle azioni è quello di ferire, intimidire, mettere in difficoltà, ridicolizzare la vittima); 

l’isolamento della vittima (la vittima è spesso isolata, più piccola di età o di sviluppo fisico, fisicamente più debole, incapace di difendersi).

 

Dal disegno di legge C 3139-S1261B….

Ai fini della presente legge, con il termine «bullismo» si intendono l'aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, a danno di una o più vittime,idonee a provocare in esse sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all'autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, aspetto fisico, disabilità o altre condizioni personali e sociali della vittima.

Ai fini della presente legge, con il termine «cyberbullismo» si intende qualunque comportamento o atto rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l'utilizzo di strumenti telematici o informatici. 

 

Legge 29 maggio 2017, n.71

 Art.1, co.2: 

Ai fini della presente legge, per “cyberbullismo” si intende 

 

Cassazione - Penale - Sentenza 27/04/2017 n° 28623

 

Gli episodi di bullismo, consistenti in violenze fisiche e molestie, possono configurare il  reato di atti persecutori ( stalking).

In questa fattispecie, la prova della causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura, deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall'agente ed anche da quest'ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l'evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata.

Dal punto di vista della scuola

Spesso le (singole) condotte di cyberbullismo sono poste in essere di frequente al di fuori 

del “luogo fisico scuola” e 

del “tempo scuola”

(nel non luogo della rete)

Ma questa circostanza condiziona l’azione della scuola?

Uso e abuso del web 

Un problema che coinvolge tutta la società

Un malinteso senso di libertà

Infinita possibilità di trovare ed immettere notizie, di dare e ricevere informazioni, comunicare e condividere sensazioni, conoscenze e pensieri, con una pluralità potenzialmente illimitata di persone

ciascuno può essere ciò che vuole e dire liberamente ciò che pensa, senza la percezione di correre alcun rischio 

inconscia sensazione che il proprio agire nel mondo virtuale sia sostanzialmente deresponsabilizzato

assenza di percezione della potenzialità lesiva di proprie condotte in danno dei terzi e scarsa consapevolezza dei rischi e degli oneri che ciascuno volontariamente assume per accedere a tali potenzialità

Gli utenti possono assumere, indifferentemente, la veste di vittime o di autori o partecipi dell’illecito

 

Chi aderisce a un social network offre agli altri partecipanti alla rete i propri contatti, le proprie informazioni, opinioni, preferenze (culturali, politiche, anche «sensibili» ecc.)

Mostra e rende disponibili ai destinatari aspetti della propria personalità e delle proprie attività

Scopo di implementare la rete di «amici», «contatti», «followers»

I livelli di protezione dei propri dati sono declinati o rinunciati a fronte dell’esigenza di fruire di certe applicazioni o servizi

Condizioni d’uso facebook

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Inadeguatezza del sistema di responsabilità del provider

Il caso di Milano e dell’Associazione Vivi Down

pubblicazione in internet sul sito http://video. Google.it, nella sezione «video divertenti» di un filmato della durata di circa 3 minuti in cui compariva «un ragazzo presumibilmente down, in un ambiente scolastico, che veniva schernito e deriso da un gruppo di ragazzi». 

Sulla vicenda sporgevano denuncia-querela sia l'associazione Vivi Down sia il padre della vittima evidenziando anche profili di responsabilità penale a carico dei responsabili del sito, e del provider: 

Il filmato non solo era circolato sul web tramite Google Video, ma non poteva essere passato inosservato, perché aveva conquistato la prima posizione nella categoria video più divertenti ed era addirittura finito all'interno della classifica ufficiale dei video più scaricati».

Tribunale e Corte d’Appello di Milano

Assoluzione per l'insussistenza di un obbligo di legge codificato che imponga un controllo preventivo dei dati trattati dai gestori dei siti web

L'imposizione di un obbligo di controllo preventivo sull'incessante flusso di dati in transito su di un sito come Google, costituisce un comportamento inesigibile in ragione delle estreme difficoltà tecniche e delle conseguenze di sostanziale censura che ne potrebbe derivare.

Prime applicazioni in ambito lavoristico

Tribunale di Milano, 1 agosto 2014: licenziamento per giusta causa di un lavoratore che ha insultato il datore di lavoro su facebook

Tribunale di Udine, 20 gennaio 2015: legittima sanzione a un docente per espressioni irriguardose contro il dirigente

 Cassazione penale, I sez., 11 luglio 2014: facebook “piazza immateriale” -> luogo aperto al pubblico -> reato di molestie

Il minorenne nell’ordinamento

Individuazione dei doveri di protezione

La responsabilità del minorenne in ambito penale

E’ imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i 14 anni, ma non ancora 18, se aveva la capacità d’intendere e di volere (art.98 c.p.).

Sussistendone i presupposti (se cioè la condotta è prevista come reato)i reati che i minorenni possono commettere sono gli stessi previsti per gli adulti: non esistono cioè norme incriminatrici diverse e speciali.

La responsabilità penale è PERSONALE.

 

La responsabilità del minorenne in ambito civile

delle conseguenze dannose degli atti del minorenne risponde chi può farsene carico da un punto di vista patrimoniale

 

A) chi ne ha la vigilanza (alternativamente il genitore o il precettore); 

B) Il genitore per culpa in educando.

Applicabilità art.1227 c.c. Diminuzione del risarcimento in relazione alla gravità della colpa del minore e del suo apporto causale all’evento (Sent. N.21/2015 C. Appello Trieste).

Gli atti negoziali posti in essere dal minorenne sono, di regola, annullabili, a meno che il minore abbia occultato con raggiri la sua minore età (art.1426 c.c.).

La responsabilità della scuola e dei docenti

(art.2048, II e III co., C.C.)

I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. 

Sono liberati da responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.

Il leading case della responsabilità contrattuale

Il leading case della responsabilità contrattuale

Art.30, co.1, Cost.: dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli 

 Potere non sui figli, ma per i figli.  Officium.

Una funzione e, quindi, un potere non completamente discrezionale, ma strumentale al fine per cui è stato conferito:

 

La potestà parentale- responsabilità genitoriale

(D.Lgs. 28.12.2013, n. 154, in vigore dal 7.2.2014)

 

Art. 147 C.C. Doveri verso i figli (nuovo testo)

Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 315-bis. 

  

L’obbligo educativo del genitore

Immanente alla relazione genitore – figlio minorenne e sopravvive all’affidamento a terzi del minore 

NON è alternativo, MA concorrente con quello di vigilanza, anche se questa è esercita da altri

Il genitore risponde per culpa in educando anche quando il minore è affidato alla vigilanza di un terzo

Scuola – genitori nel rapporto educativo

La scuola svolge un compito sussidiario e integrativo nei confronti dei genitori

La famiglia non può delegare totalmente la funzione educativa alla scuola.

Il ruolo educativo della scuola risulta ancor più importante sotto il profilo dell’interesse collettivo nella crisi della famiglia.

  

La funzione educativa della scuola si fonda:

La legge 29 maggio 2017, n.71 estende l’ambito della funzione educativa

Il dovere di vigilanza sul minorenne

La prova «liberatoria» che deve essere fornita dalla scuola

Vigilanza: la posizione della Cassazione

[Cassazione, SS.UU., 27 giugno 2002, n.9346]

In virtù dell’iscrizione la scuola assume l’obbligo di natura contrattuale verso gli esercenti la potestà genitoriale di vigilare sugli alunni e di impedire danni alla loro incolumità.

Il danneggiato può limitarsi a provare il concreto accadimento del fatto illecito durante l’attività scolastica

La scuola deve provare:

di non essere stata in grado di spiegare, attraverso il suo personale, un intervento correttivo o repressivo, dopo l’inizio della serie causale che conduce all’infortunio

di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale

Responsabilità dei docenti e della scuola

Sulla scuola grava il dovere di vigilare sui minori affinché non pongano in essere condotte illecite

L’Amm.ne risponde per culpa in vigilando dei fatti illeciti degli allievi minori (capaci o non capaci di intendere e di volere) , salva la prova di non avere potuto impedire il fatto

La violazione comporta responsabilità civile dell’amm.ne per i danni conseguenti agli illeciti commessi dagli allievi minori

 

 

Responsabilità dei docenti e della scuola

 

 

Se la condotta di bullismo viene posta in essere a scuola (fino a che perdura il suo obbligo di vigilanza e cioè fino all’uscita), l’amministrazione dovrà provare di avere adottato le misure atte a prevenire il fatto illecito (prova liberatoria della culpa in vigilando)

 

Rilievo del “luogo” e del “tempo” delle condotte

Il fatto che le condotte di cyberbullismo siano poste in essere in altro luogo, in altro tempo rispetto all’edificio e all’orario scolastico (i messaggi offensivi partono di notte, il video denigratorio è postato su youtube dal pc di casa) se conosciute dagli operatori scolastici (docente, dirigente scolastico) è rilevante per determinare la “risposta” della scuola?

Distinguiamo le azioni di prevenzione dalle azioni di reazione

Responsabilità dei docenti e della scuola

Se la condotta di cyberbullismo viene posta in essere a scuola (ad es. dai computer della scuola), l’amministrazione avrà difficoltà a provare di avere potuto impedire il fatto (prova liberatoria della culpa in vigilando)

 

 

E’ infatti necessario regolamentare l’accesso degli studenti ai pc e ad internet rendendo così difficile l’uso degli stessi per finalità diverse da quelle istituzionali e didattiche

 

Tribunale BRESCIA - Sezione Prima - Sentenza 22/06/2017 n° 1955

 

 

Video offensivi girati a scuola e pubblicati su Facebook

 

 

Sussiste la responsabilità della scuola per omessa vigilanza ex art. 2048 c.c. per il danno causato ad un allievo, all’epoca quattordicenne, a seguito della pubblicazione su Facebook di video, girati con il cellulare da alcuni compagni di classe all’interno della scuola e commentati sul social network con frasi di scherno, nei quali la vittima era ritratta in situazioni di disagio e al centro di “scherzi” finalizzati a metterla in ridicolo per le sue caratteristiche fisiche e il suo carattere. 

Profili di possibili responsabilità penali

del personale scolastico

 

 

Obbligo del pubblico ufficiale (DS) di denunciare all’AG i reati perseguibili d’ufficio (artt. 331 cpp, 361 cp)- competenza del Tribunale per i minorenni

 

 

Responsabilità a titolo di concorso: il caso di Pordenone 

Art.40, co.2, c.p., 110 c.p. e reato di stalking

 

 

 

 

Azioni di prevenzione

 

La prevenzione del bullismo, ma anche l’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media sono fra gli obiettivi formativi individuati come prioritari per le scuole (art. 1, co 7, lett. h) e l) legge 107/2015)  

 

 

L’azione di prevenzione può “sfruttare” l’offerta formativa, anche curricolare: ad es. l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” (art.  1 della legge n. 169/2008); 

 

 

Creare momenti “ad hoc”, quali gli “sportelli”, le interviste con rappresentanti della Polizia postale, ecc.

 

 

Linee di indirizzo ministeriali (da ultimo, Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo del 13 aprile 2015)

 

 

Il patto educativo di corresponsabilità

(art.5 bis del DPR 249/1998)

1.  Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di unpatto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.

 

 

2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonchè di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1.

 

 

3. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità 

Educare in “forma” pubblica

Ma attenzione, la scuola esercita in forma pubblica la sua funzione (istruzione ed educazione).

 

 

La forma pubblica implica unilateralità di azione: la azione disciplinare per sanzionare condotte trasgressive, è azione unilaterale della scuola, (anche) attraverso la quale si attua la funzione educativa degli studenti sulla stessa gravante

 

 

 

Tra le misure preventive:

Adeguato sistema sanzionatorio disciplinare.

Sanzionabilità condotte axtrascolastiche?

Coinvolgimento dei genitori con il patto di corresponsabilità.

Sensibilizzazione degli studenti circa il fenomeno.

Istituzione di sportelli di ascolto.

Vigilanza all’interno dell’istituto e all’uscita.

 

 

Usare il regolamento di disciplina

Prevedere espressamente quali condotte vietate quelle di “cyberbullismo” – indicare i comportamenti, ma spostare l’attenzione sulla “vittima” in quanto appartenente alla “comunità scolastica”

 

 

Non avere paura di occuparsi di comportamenti (azioni) posti in essere fuori dalla scuola (dallo “spazio” e dal “tempo” scuola), purché a danno dei componenti la comunità scolastica

 

 

L’intervento (anche disciplinare) della scuola si giustifica e si legittima a tutela della vittima, in quanto parte della comunità scolastica (compagno, docente, collaboratore scolastico, ecc.) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi paga i danni?

Cass., sez.III, 6.12.2011, n.2600

Ai sensi dell'art. 2048 c.c., i genitori sono responsabili dei danni cagionati dai figli minori che abitano con essi, per quanto concerne gli illeciti riconducibili ad oggettive carenze nell'attività educativa, che si manifestino nel mancato rispetto delle regole della civile coesistenza, vigenti nei diversi ambiti del contesto sociale in cui il soggetto si trovi ad operare.

 

 

La Suprema Corte nella fattispecie ha cassato con rinvio una sentenza che aveva escluso la responsabilità dei genitori di un minore che, durante una partita di calcio, 

a gioco fermo e deliberatamente, aveva colpito con una violenta testata alla bocca un giocatore della squadra avversaria.

 

Tribunale Teramo, 16/1/2012 n.18

 

Costituzione  di un gruppo di discussione in un social network “quelli che odiano LC … facciamogli capire che a Mosciano non ce le vogliamo le troie come lei”.

I genitori devono dimostrare: 

di aver educato -> non mera indicazione di regole astratte, ma trasmissione di strumenti relazionali;  

di aver efficacemente e concretamente controllato l’assimilazione dell’educazione.

LIMITAZIONE QUANTITATIVA E QUALITATIVA ACCESSO AL WEB.

 

Tribunale  Milano, 22.12.2009

 

Violenza sessuale di un minore a carico di altra minorenne.

Lo svolgimento dei fatti e i dettagli della vicenda emersi in sede penale dimostrano la mancanza o l’inadeguatezza di messaggi educativi volti a inculcare nel minore il rispetto dell’altro/a e l’attenzione ai sentimenti altrui

Non sarebbe sufficiente provare: 

Il rendimento scolastico;

Il rispetto degli orari imposti;

Il comportamento in ambiente scolastico.

 

Tribunale Bologna,8.1.2013, n.16

 

La responsabilità omissiva della scuola per i danni causati ad uno studente dal comportamento vessatorio dei compagni può essere affermata solo qualora il ricorrente produca riscontri incontrovertibilmente certi, specialmente di carattere documentale, non essendo sufficienti delle mere prove testimoniali. 

A tal fine il ricorrente, che lamenta gesti vessatori, prevaricatori ed offensivi protrattisi per ben due anni scolastici, avrebbe dovuto renderne conto nei ripetuti incontri con il personale scolastico e con la dirigenza e, nella futura previsione di censurare l'operato della scuola sul piano omissivo, avrebbe dovuto formalizzare la segnalazione per iscritto.

Inoltre, a prescindere dalla prova dell'evento, è onere dell'attore dimostrare il rapporto causale tra l'evento e la condotta asseritamente omessa dalla scuola, considerato che quanto lamentato potrebbe non avere esclusivamente o preponderatamente causa nel clima scolastico, ma in quello familiare (venendo, quindi, in causa non la culpa in vigilando della scuola ma la culpa in educando dei genitori dei compagni di scuola autori delle vessazioni).

Le due forme di responsabilità possono concorrere

Sul concorso di responsabilità per culpa in educando dei genitori e per culpa in vigilando del personale della scuola, allorché il fatto illecito del minore avvenga sotto la sorveglianza del personale scolastico

Corte di Cassazione, Sent. 21/09/2000 n. 12501, Sent. 8740/2001, Sent. 11984/1998, Sent. 2606/1997

Concorso di responsabilità civile

A ciascuno la sua colpa

 

E’ stato ritenuto imputabile a culpa in educando dei genitori e non a culpa in vigilando dell’insegnante il danno cagionato da un alunno ad un compagno per avergli violentemente tirato in un occhio una gomma da cancellare creandogli gravi lesioni (Cass. n. 12501/2000).

 

 

E’ stato ritenuto imputabile a culpa in educando dei genitori e concorrentemente a culpa in vigilando della scuola il danno provocato da un minore che, uscito da scuola durante l’orario di lezione senza che la scuola fosse riuscita a provare in giudizio che ciò era vietato e che vi fosse un controllo alle uscite per garantire il rispetto del divieto, aveva investito un passante guidando il ciclomotore di un compagno senza avere il “patentino” (Cass. n. 11984/1998). 

 

 

Disclaimer

Queste diapositive sono state create per l’attività indicata in premessa. 

Non sono di conseguenza una trattazione esaustiva sull’argomento e non possono altresì essere diffuse, riprodotte o citate al di fuori di questo contesto.

Grazie per la comprensione.

Lorenzo Capaldo