25 aprile 2026

La festa del 25 aprile è festa della vittoria, ma anche festa della riconciliazione.
Fu allora che vennero piantati i germi della futura Europa; fu allora che vissero e morirono, anche in Italia, anche in Germania, anche in Friuli, gli uomini che abbiamo scelto come padri della democrazia e della morale. Ogni generazione deve riappropriarsi dei valori fondativi dello Stato e della convivenza civile, a partire dal rispetto per le diversità e dall’apprezzamento dell’altro. Non possiamo accontentarci della tolleranza, della sopportazione infastidita o di una solidarietà schizzinosa. Gli altri sono continuamente vicini a noi. A volte, gli altri siamo noi. Prendersi cura degli altri significa anche prendersi cura di sé, avere a cuore se stessi.
Il pensiero della cura degli altri deve essere ben presente in tutti noi: ciascuno è chiamato a operare per la comunità, a lavorare per gli altri e, così facendo, a conoscere meglio se stesso.
Le parole di Sergio Mattarella:
«La Resistenza, prima che un fatto politico, fu soprattutto una rivolta morale. Questo sentimento, tramandato di padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese».
L'inno nazionale cantato nella lingua dei segni - LIS - emozionante!
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