L'Istituto e l'arch. Renato Severino
L'Istituto di Agraria di Spilimbergo:
quando la tradizione incontra la modernità
Tra il 1979 e il 1981, l'architetto italo-americano Renato Severino firma uno degli interventi più significativi della ricostruzione del Friuli post-terremoto: l'Istituto di Agraria di Spilimbergo, commissionato dall'Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (US-AID) nell'ambito del programma di soccorso alla regione colpita dal sisma.
L'edificio, di circa 6.500 mq, si ispira apertamente alle ville venete del Settecento, in particolare alla vicina Villa Manin di Passariano. La pianta a U, le masse simmetriche e gli interni a volta richiamano quel modello, non a caso: come le antiche ville aristocratiche erano il cuore di un'azienda agricola, così la Scuola diventa centro di formazione e cultura per il territorio.
Un podio solleva la struttura sopra la piana alluvionale del Tagliamento, dando all'edificio un respiro monumentale. Le finiture esterne in marmo Verde Alpi e Rosso di Sicilia riprendono la decorazione policroma di tradizione friulana, con radici che Severino stesso fa risalire all'epoca longobarda.
Dettagli contemporanei in una cornice classica
All'interno, l'atrio a doppia altezza con soffitto voltato accoglie finiture in acciaio inox che contrastano con il marmo lucido delle pareti. Corridoi assiali conducono a palestra e auditorium, illuminati da lucernari.
Il punto più poetico del progetto è la sfera di pietra incastonata in un anello ovale sulla terrazza orientale: un'immagine che richiama le atmosfere di Giorgio de Chirico e allude, con ironia, al controllo umano sulle forze della natura, un tema particolarmente sentito in un territorio appena scosso dal terremoto.
Un'opera-simbolo
Pensata per accogliere allora 500 studenti, la Scuola di Spilimbergo resta uno degli esempi più riusciti dell'approccio di Severino: un'architettura capace di parlare insieme il linguaggio della tecnologia e quello della memoria.

